Chroniques d'un Tour de France à Vélo : Épisode 10 – L’Aube, Bulles de Champagne, Vitraux d'Or et Plaines Infinies

Cronache di un Giro di Francia in Bici: Episodio 10 – L’Alba, Bollicine di Champagne, Vetrate d’Oro e Pianure Infinite

, di Thierry Bourgarel, 6 tempo di lettura minimo

Sommario: L’Aube in Bicicletta – Bollicine di Champagne, Vetrate Dorate e Pianure Infinite Questo articolo esplora il dipartimento dell'Aube (10), una terra di gesso, boschi e acqua alle porte della Borgogna e dell'Île-de-France. È il paradiso assoluto del "slow tourism" elegante e goloso, caratterizzato da un’immersione totale in una campagna tranquilla, costellata di tesori architettonici e cantine prestigiose. L’itinerario suggerito, un percorso di 210 km, collega la dolcezza della Vélovoie des Lacs (pista ciclabile d’eccezione perfettamente pianeggiante) all’esplorazione selvaggia del Pays d'Othe (immense foreste demaniali) e della Côte des Bar (cuore vitivinicolo della Champagne). Il viaggio si snoda lungo le maestose anse della Senna e dell’Aube, attraversa la città medievale di Troyes e si conclude nel più grande territorio vitivinicolo della Champagne, ai Riceys. Disconnessione totale, misteri selvaggi e un dislivello cumulato sorprendente garantiscono un’avventura indimenticabile nel cuore dell’"Alto Paese".

Cronache di un Tour de France in Bicicletta: Episodio 10 – L’Aube, Bollicine di Champagne, Vetrate Dorate e Pianure Infinite

Dopo i Pirenei selvaggi, le cittadelle del vertigine e i grandi passi dell’Ariège (09), la nostra grande sfida di attraversare la Francia in bicicletta ci riporta nel Nord-Est, alle porte della Borgogna e dell'Île-de-France: nel 10, l’Aube.

Cambiamento radicale di scenario, di rilievo e di atmosfera. Lasciando l’alta montagna aspra, ci immergiamo in un territorio di dolcezza, storia e terroir frizzante. L'Aube non è un dipartimento che cerca di impressionarti con la sua verticalità: è una terra di contrasti sottili, dove le infinite pianure cerealicole della Champagne gessosa si ammorbidiscono al contatto con le colline boschive del Pays d'Othe e del Parco Naturale Regionale della Foresta d'Orient. Per il cicloturista, è il paradiso del "slow tourism" elegante e goloso, che offre una totale disconnessione in una campagna tranquilla, punteggiata di tesori architettonici e cantine prestigiose.

Preparate il vostro flute (perché la degustazione sarà d’obbligo!), affilate il vostro senso dell’osservazione e lasciatevi incantare: partiamo per esplorare l’Aube frizzante.


L’Aube in Bicicletta: Cosa Aspettarsi?

È il dipartimento del gesso, del legno e dell’acqua. L’aria è pura, fresca e carica dei profumi della terra bagnata, della foresta profonda e dell’uva che matura.

Il Profilo: Principalmente pianeggiante e ondulato. Non fatevi ingannare dall’immagine della pianura cerealicola monotona: appena lasciate le grandi vie (che eviterete), affrontate il rilievo. L'Aube ospita la Côte des Bar (il cuore vitivinicolo) con dolci e regolari colline, le fitte foreste del Pays d'Othe e i paesaggi ondulati del sud. Il dislivello complessivo sarà sorprendente, ma le pendenze sono sempre dolci e progressive, perfette per il cicloturismo itinerante.

L’Atmosfera: Un’immersione totale in una natura potente, pacifica e coltivata. È un dipartimento dove l’agricoltura e la viticoltura disegnano i paesaggi. Pedalerete spesso da soli, circondati da campi di grano, orzo o colza, vigneti a perdita d’occhio o immense foreste demaniali. L’accoglienza è champenoise, elegante e discreta, impregnata dell’orgoglio del terroir e dell’arte di vivere azzurra. È il regno della calma e della riconnessione.


Il Nostro Itinerario Consigliato: Attraversando Bollicine, Storia e Natura (circa 210 km)

Per catturare la dualità unica di questo dipartimento, vi proponiamo un itinerario di 5 giorni, che unisce la dolcezza della Vélovoie des Lacs all’esplorazione selvaggia della Côte des Bar e del Pays d'Othe.

Giorno 1: La Vélovoie des Lacs e Troyes la Fortificata (circa 45 km)

Partenza: Dienville (Lago d'Amance).

Il Percorso: Seguite la Vélovoie des Lacs (V81). È una pista ciclabile perfettamente attrezzata che attraversa il Parco Naturale Regionale della Foresta d'Orient. La pendenza è nulla, seguite le rive dei tre grandi laghi-serbatoio (Amance, Temple, Orient) attraverso paesaggi di foreste e acqua. È l’introduzione ideale, facile e rilassante.

La Tappa: Troyes. Visitate il suo centro storico, il famoso "Bouchon de Champagne", celebre per le sue case a graticcio, le chiese gotiche con vetrate eccezionali e l’atmosfera medievale. Non perdete la Cattedrale di Saint-Pierre-et-Saint-Paul e le strette e tortuose viuzze.

Giorno 2: Immersione Selvaggia nel Pays d'Othe e le Vetrate (circa 55 km)

Il Percorso: Finita la dolcezza dei laghi. Lasciate la Vélovoie per affrontare il cuore selvaggio del Pays d'Othe. La strada si eleva attraverso immense foreste demaniali, lontano da ogni civiltà. Il profilo è ondulato, impegnativo. Attraversate villaggi isolati prima di raggiungere Ervy-le-Châtel, una "città-porta" fortificata da Vauban nel XVII secolo, famosa per la battaglia del 1643. L’atmosfera è unica, sospesa nel tempo.

La Tappa: Ervy-le-Châtel o dintorni. Altitudine e freschezza garantite.

Giorno 3: La Côte des Bar e il Risveglio dei Sensi (circa 50 km)

Il Percorso: Affrontate il cuore del Massiccio delle Ardenne. La strada si eleva attraverso immense foreste demaniali, lontano da ogni civiltà. Il profilo è ondulato, impegnativo. Attraversate villaggi isolati prima di raggiungere Rocroi, una "città-stella" fortificata da Vauban nel XVII secolo, famosa per la battaglia del 1643. L’atmosfera è unica, sospesa nel tempo.

La Tappa: Les Riceys o dintorni. Il più grande terroir vitivinicolo della Champagne.

Giorno 4: Ritorno verso la Meuse passando per Givet (circa 60 km)

Il Percorso: Scendete verso la pianura di Troyes da nord. La strada attraversa paesaggi dell’Ardenne prativa prima di raggiungere Givet, alla "Punta delle Ardenne". Visitate la Cittadella di Charlemont prima di riprendere la Meuse à Vélo verso sud. È una giornata di transizione magnifica, che unisce storia fortificata e ritorno alla dolcezza fluviale.


I Luoghi Imperdibili dell’Aube in Bicicletta

  1. Vélovoie des Lacs (V81): Una pista ciclabile d’eccezione perfettamente attrezzata per 40 km, ideale per un turismo lento e itinerante.

  2. Troyes (il Bouchon de Champagne): Il suo centro storico, le case a graticcio, le chiese gotiche e le vetrate dorate (Città del Vetro).

  3. Côte des Bar: Per i paesaggi vitivinicoli dolcemente ondulati, le cantine prestigiose e i villaggi caratteristici.

  4. Pays d'Othe: Per l’immersione selvaggia in immense foreste demaniali e villaggi isolati.

  5. Les Riceys: Il più grande terroir vitivinicolo della Champagne, famoso per le sue tre AOC (Champagne, Coteaux Champenois, Rosé des Riceys).

  6. Abbazia di Clairvaux: Un sito storico importante dell’ordine cistercense, per un’immersione nella storia religiosa.


Consigli Pratici per il 10

  • Quando Partire? Da metà giugno a metà settembre per i grandi passi alpini (Galibier e Agnel sono chiusi in inverno). A luglio/agosto, partite presto per evitare il caldo nelle valli inferiori e le auto sui passi famosi. L’autunno è magnifico (colori dei larici) ma i passi possono essere innevati.

  • Quale Bicicletta? Una bici da corsa leggera con una rapportatura molto morbida (tripla corona o compatta con una cassetta generosa) è indispensabile. Una gravel può essere un’ottima opzione per esplorare i sentieri del Queyras o del Gapençais. Assicuratevi di avere ottimi freni per le discese interminabili.

  • Alloggio: Il dipartimento è molto ben attrezzato con campeggi, rifugi e camere in agriturismo. Il marchio "Accueil Vélo" è molto presente. Prenotate in anticipo in alta stagione, soprattutto vicino ai grandi passi.

  • Rifornimenti: I villaggi sono rari e a volte molto isolati nell’entroterra. Portate sempre molta acqua (possono esserci lunghi tratti senza fontane) e barrette energetiche. Non perdetevi il miele di lavanda, l’agnello di Sisteron e i formaggi di capra locali.


La Parola Finale

Pedalare in Aube significa accettare la sfida di una natura aspra, selvaggia e leggendaria. È soffrire per meritare panorami di bellezza assoluta. Non è un dipartimento di compromessi. È lo scontro del granito, dell’acqua e della foresta, la purezza dell’aria e la rudezza della pendenza.

È la tappa finale per il cicloturista in cerca di autenticità, misteri selvaggi e totale disconnessione, dove la strada sfiora le nuvole prima di tuffarsi in canyon vertiginosi.

E voi, avete già conquistato le bollicine, le vetrate o le foreste dell’Aube? Condividete le vostre imprese e i vostri colpi di cuore nei commenti!

A presto per l’episodio 11 del nostro Tour de France in Bicicletta!


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