
Cronache di un Tour de France in Bicicletta: Episodio 37 – L’Indre-et-Loire, Cuore Reale, Giardini della Loira, Castelli Leggendari e Dolcezza di Vivere
, di Thierry Bourgarel, 7 tempo di lettura minimo

, di Thierry Bourgarel, 7 tempo di lettura minimo
Dopo la selvaggia Brenne, gli stagni leggendari e la valle d'oro dell'Indre (36), la nostra grande sfida di attraversare la Francia in bicicletta ci conduce verso il cuore monumentale della valle della Loira: nel 37, l’Indre-et-Loire (la Touraine).
Dopo la selvaggia Brenne, gli stagni leggendari e la valle d’oro dell’Indre (36), la nostra grande sfida di attraversare la Francia in bicicletta ci conduce verso il cuore monumentale della valle della Loira: nel 37, l’Indre-et-Loire (la Touraine).
Cambiamento radicale di scenario, di rilievo, di luce e di atmosfera. Lasciando il Massiccio Centrale ocra, ci immergiamo in un territorio di un’eleganza senza tempo, dove il mattone ocra e rosa si unisce al bianco brillante del calcare (il tuffeau) e al blu maestoso della Loira e della Vienne. L’Indre-et-Loire non è un dipartimento di compromessi: è lo scontro visivo assoluto tra vigneti prestigiosi che si estendono a perdita d’occhio (Vouvray, Bourgueil, Chinon), immense foreste demaniali ombreggiate (Loches, Amboise), il fiume selvaggio più lungo di Francia (UNESCO) e la maestosità verticale di castelli leggendari dai nomi mitici (Chenonceau, Villandry, Azay-le-Rideau, Amboise). Per il cicloturista, è il paradiso assoluto della diversità: potete pedalare la mattina in paesaggi da cartolina viticola e immergervi il pomeriggio nel grande azzurro.
Preparate il vostro ritmo (perché qui si prende il tempo per vivere), affinate il vostro senso dell’osservazione (la luce cambia a ogni istante) e respirate l’aria fresca iodata: partiamo per esplorare l’Indre-et-Loire raggiante.
È il dipartimento dell’acqua (Loira, Vienne, Cher, Indre), della pietra calcarea ocra, della vite regina e del grano. L’aria è dolce, continentale, iodata sulla costa, profumata di resina, macchia mediterranea e uva matura.
Il Profilo: Di una diversità sorprendente e accessibile a tutti. Il dipartimento offre due volti ciclistici molto distinti. Le rive della Loira (La Loire à Vélo, EuroVelo 6, UNESCO) sono perfettamente pianeggianti, ideali per il cicloturismo dolce e per le famiglie. L’entroterra viticolo (Touraine, Chinonais, Bourgueillois) propone un rilievo collinare, con dolci colline e falsipiani regolari, perfetti per il cicloturismo itinerante sportivo. Il dislivello cumulato sarà sorprendente, ma ogni sforzo è ricompensato.
L’Atmosfera: Un’immersione totale in una luce abbagliante, una storia millenaria e un’arte di vivere leggendaria. È un dipartimento dove il passato medievale (Città Reale di Loches, Fortezza Reale di Chinon), il Rinascimento (Jacques Cœur) e l’avventura industriale sono onnipresenti. Pedalerete spesso da soli in una campagna dolce o sotto pini ombrosi, attraversando villaggi di mattoni ocra da cartolina o resti monumentali (Castello di Amboise). L’accoglienza è tourangelle, calorosa, franca, orgogliosa del suo territorio e segnata dall’arte di vivere. È il regno della calma, del selvaggio e della riconnessione assoluta.
Per catturare l’unicità di questo dipartimento-mondo, vi proponiamo un itinerario ambizioso di 7 giorni, che mescola il cicloturismo dolce lungo il fiume con l’esplorazione impervia dell’altopiano calcareo.
Partenza: Tours. La capitale storica, famosa per la sua Place Plumereau, la Cattedrale di Saint-Gatien e la sua vivace atmosfera cosmopolita.
Il Percorso: Iniziate subito la Loire à Vélo (V61). È una pista ciclabile perfettamente attrezzata che segue il corso del fiume. La pendenza è nulla, seguite le rive costiere attraverso paesaggi di dune e scogliere di gesso. È l’introduzione ideale, facile e rilassante. Visitate la Cattedrale e il centro storico prima di partire.
La Tappa: Amboise o dintorni. Dolcezza berrichona e profumi iodati.
Il Percorso: Finita la dolcezza dei canali. Lasciate la pista ciclabile per affrontare il cuore selvaggio del Thymerais. La strada serpeggia tra scogliere calcaree monumentali e paesaggi verdeggianti. È una giornata spettacolare, segnata dal passaggio attraverso gole impressionanti. La strada è scavata nella parete calcarea, dominando torrenti turchesi. È una disconnessione totale, uno spettacolo naturale mozzafiato, punteggiato da villaggi medievali come Sauveterre-de-Guyenne (UNESCO), fortezza arroccata sul suo sperone roccioso.
La Tappa: Chenonceaux. Per visitare il suo maestoso Castello (UNESCO).
Il Percorso: Altro rilievo, altro scenario. Risalite verso nord per raggiungere la mitica Strada dei Castelli della Loira. È una giornata spettacolare, segnata dal passaggio attraverso tenute vitivinicole leggendarie (Chenonceau, Villandry, Azay-le-Rideau UNESCO). La strada a strapiombo domina l’estuario selvaggio della Gironda. I punti panoramici sono cosmici: le acque turchesi scorrono centinaia di metri più in basso, serpeggiando sotto il maestoso Faro di Cordouan. È lo scontro minerale assoluto.
La Tappa: Villandry. Per i suoi unici giardini rinascimentali (UNESCO).
Il Percorso: Scendete verso la pianura di Troyes da nord. La strada attraversa paesaggi dell’Ardenne erbosi prima di raggiungere Givet, alla "Punta delle Ardenne". Visitate la Cittadella di Charlemont prima di riprendere la Meuse à Vélo verso sud. È una giornata di transizione magnifica, che mescola storia fortificata e ritorno alla dolcezza fluviale.
Castelli della Loira (UNESCO): Amboise (Città Reale), Chenonceau (il castello delle Dame), Villandry (Giardini Rinascimentali), Azay-le-Rideau (il gioiello azzurro)... una concentrazione unica.
Loire à Vélo (V61, EuroVelo 6 UNESCO): Il cicloturismo dolce sotto i platani secolari, un capolavoro dell’architettura fluviale nel cuore di un canyon calcareo.
Alto Languedoc e Massiccio del Caroux (Espinouse, Gole d’Héric Lozère/Gard): Il paradiso assoluto del ciclismo montano selvaggio, strade di cresta spettacolari e villaggi di carattere.
Chinon e Fortezza Reale: La Città Medievale e Rinascimentale arroccata drammaticamente, simbolo del Medioevo.
Città di Carattere e Borghi più Belli: Saint-Bertrand-de-Comminges (Borgo più Bello di Francia, UNESCO, vicino all’Aude), Candes-Saint-Martin, Montrésor, Crissay-sur-Manse... una concentrazione unica.
Grotta di Rouffignac (Dordogna UNESCO): Per un’immersione profonda nella storia potente.
Quando Partire? Da metà maggio a metà ottobre per i massicci montuosi e i castelli. Giugno e settembre sono ideali: le temperature sono dolci e i paesaggi sublimi. A luglio/agosto, partite presto per evitare il caldo nelle valli inferiori (ViaRhôna, Valle del Cher) e il traffico insopportabile: partite molto presto! L’autunno è magnifico (colori dei faggi).
Che Bicicletta? Una bici da corsa leggera o una gravel è perfetta per l’Indre-et-Loire. Assicuratevi di avere una rapportatura morbida (tripla corona o compatta con una cassetta generosa tipo 28 o 32) per i colli interminabili dei Pirenei. Pneumatici larghi (32-35 mm) sono raccomandati per i tratti di sentieri calcarei. Assicuratevi di avere ottimi freni per le discese tecniche.
Alloggio: Il dipartimento è molto ben attrezzato con campeggi, rifugi (numerosi sul Cammino di Santiago) e camere in agriturismo. Il marchio "Accueil Vélo" si sta sviluppando molto molto molto molto molto molto molto molto molto. Prenotate in anticipo in alta stagione.
Rifornimenti: I villaggi sono rari e a volte molto isolati nell’altopiano. Portate sempre molta acqua (possono esserci lunghi tratti senza fontane) e barrette energetiche. Non perdetevi il Pouligny-Saint-Pierre (AOP), il Mentchikoff (cioccolato di Chartres), la Pogne de Romans e il melone berrichon.
Pedalare in Indre-et-Loire significa accettare la sfida di una natura cruda, selvaggia, vulcanica e di una dualità spettacolare. È soffrire per meritare panorami di una bellezza cosmica. Non è un dipartimento di compromessi. È lo scontro del granito, dell’acqua viva e del silenzio, la purezza dell’aria e la ruvidità della pendenza.
È la tappa finale per il cicloturista in cerca di autenticità, di sfide selvagge e di una disconnessione totale, dove la strada sfiora le nuvole prima di tuffarsi in canyon vertiginosi o valli segrete.
E voi, avete già conquistato le frecce della Valle della Loira, le Gole del Diavolo o il grande azzurro dell’Indre-et-Loire? Condividete le vostre imprese e i vostri colpi di cuore nei commenti!
A presto per l’episodio 38 del nostro Tour de France in Bicicletta!
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