
Cronache di un Tour de France in Bici: Episodio 15 – Il Cantal, Vulcani Sacri, Pascoli Infiniti e Forza Verde
, di Thierry Bourgarel, 7 tempo di lettura minimo

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Questo articolo esplora il dipartimento del Cantal (15), una terra di contrasti forti del Massiccio Centrale, modellata dagli elementi e di una forza spettacolare. È il paradiso assoluto del "slow tourism" di carattere, offrendo un rilievo impegnativo e paesaggi mozzafiato. L’itinerario suggerito, una traversata di 240 km, collega la Città medievale di Murat al nord caldo e vulcanico, passando per le vette leggendarie dei Monti del Cantal, i profondi canyon glaciali delle Valli della Jordanne, e le infinite estive erbose della Planèze. Il viaggio si conclude in apoteosi sull’aspro Altopiano dell’Aubrac, che domina valli profonde e villaggi arroccati come Conques (UNESCO, Aveyron).
Dopo la dolcezza del paesaggio bocage normanno e le spiagge della storia del Calvados (14), la nostra grande sfida di attraversare la Francia in bicicletta ci spinge verso il Massiccio Centrale, nel cuore dell’Auvergne selvaggia: nel 15, il Cantal.
Cambiamento radicale di scala, di rilievo e di intensità. Lasciando la verde Normandia, ci immergiamo in un dipartimento dal carattere forte, grezzo, potente e minerale. Il Cantal non è una terra di compromessi: è lo scontro visivo tra il più grande stratovulcano d’Europa (il Massiccio Cantalese), valli glaciali profonde scolpite dalla Jordanne o dalla Cère, e immensi altipiani di pascoli estivi (le Planèzes). Per il cicloturista, è il paradiso dello sforzo puro premiato da panorami di una bellezza cosmica e da una totale disconnessione.
Preparate i polpacci (perché si salirà forte e a lungo!), affilate il senso dell’avventura e l’appetito (la gastronomia cantalese si merita): partiamo per conquistare il Cantal vulcanico.
È il dipartimento della pietra vulcanica, dell’acqua viva e del silenzio. L’aria è pura, fresca in quota, calda e vibrante nelle valli inferiori.
Il Profilo: Esigente, montano e spettacolare. È semplice: non c’è pianura nel Cantal centrale. Il dipartimento è una successione infinita di "salite e discese". Passerete il tempo a scalare lunghi passi regolari per raggiungere le cime vulcaniche (Puy Mary, Plomb du Cantal), o a scendere per strade a strapiombo tecniche verso le valli. Il dislivello positivo sarà il vostro compagno quotidiano, una prova di pazienza e forza.
L’Atmosfera: Un’immersione totale in una natura potente e preservata. È uno dei dipartimenti meno densamente popolati della Francia. Pedalerete spesso da soli, circondati da vulcani addormentati monumentali, foreste di faggi e abeti, o pascoli erbosi dove pascolano le mucche Salers dal manto mogano. L’accoglienza è cantalese, franca, solidale e orgogliosa del proprio territorio. È il regno della calma, del rispetto per lo sforzo e della riconnessione.
Per catturare la diversità unica di questo dipartimento, vi proponiamo un itinerario di 6 giorni, che unisce l’ascesa alle cime leggendarie alla scoperta delle valli segrete e dei borghi classificati.
Partenza: Murat. Una città dal carattere forte, incastonata ai piedi dei vulcani.
Il Percorso: Affrontate subito il mitico Massiccio Cantalese. La salita da Murat al Col de Peyrol è lunga (20 km), regolare ma spietata. Il paesaggio diventa lunare, desertico, un’immensità di pietra vulcanica e macchia mediterranea. È una strada di cresta spettacolare, che offre viste infinite sul Puy Mary (1.783 m) e sui Monti del Cantal. In cima al Col de Peyrol (1.588 m), il panorama è mozzafiato.
La Tappa: Le Claux o dintorni. L’immensità silenziosa del Pas de Peyrol per la notte.
Il Percorso: Finita l’aridità vulcanica. Scendete verso sud per raggiungere la valle della Jordanne. È una giornata spettacolare, segnata dall’attraversamento di questa profonda valle glaciale. La strada è scavata nella parete vulcanica, domina torrenti turchesi. È una successione di belvedere spettacolari, una strada tecnica ma indimenticabile, costellata di borghi arroccati.
La Tappa: Aurillac. La capitale dell’ombrello e del festival di teatro di strada.
Il Percorso: Altro rilievo, altro scenario. Risalite sull’altopiano pascolivo della Planèze verso ovest. La salita è selvaggia, tecnica, nel cuore di immense foreste demaniali, lontano da ogni civiltà. Il profilo è ondulato, impegnativo. Attraversate borghi isolati prima di raggiungere Salers, una "città dal carattere" fortificata, classificata tra i Borghi più Belli di Francia. L’atmosfera è unica, sospesa nel tempo, domina gole impressionanti.
La Tappa: Salers o dintorni. Altitudine e freschezza garantite.
Il Percorso: Cambiate radicalmente valle per raggiungere la valle della Cère a sud. La strada serpeggia tra pareti vulcaniche monumentali e paesaggi verdi. È una giornata di transizione magnifica, costellata di castelli medievali e di "Borghi più Belli di Francia": Laroquebrou, Saint-Santin, Conques (in Aveyron, ma ci tornerete).
Puy Mary (Grand Site de France) e Pas de Peyrol: Il cuore dello stratovulcano, un’ascesa mitica che offre viste cosmiche.
Plomb du Cantal e Funivia del Lioran: Per pedalare sulla cima più alta del dipartimento (1.855 m) e ammirare i ghiacciai.
Salers (Borgo più Bello di Francia): Una città fortificata mogano, famosa per il suo formaggio e le sue mucche.
Valle della Jordanne e Gole della Cère: Canyon glaciali profondi, strade a strapiombo e borghi arroccati.
Murat e il suo patrimonio medievale: Una città dal carattere forte ai piedi dei vulcani.
Città dal Carattere e Borghi più Belli: Saint-Flour, Tournemire, Alleuze... una concentrazione unica di arte e storia.
Quando Partire? Da metà maggio a metà ottobre per gli altipiani vulcanici. Giugno e settembre sono ideali: le temperature sono miti e i paesaggi sublimi (verde dei pascoli, blu delle genziane). A luglio/agosto, partite presto per evitare il caldo nelle valli inferiori. L’autunno è magnifico (colori dei faggi).
Che Bicicletta? Una bici da corsa leggera con una rapportatura molto morbida (compact con una cassetta generosa tipo 32 o 34) è indispensabile. Una gravel è un’ottima opzione per esplorare i sentieri dei pascoli o le "drailles" delle Planèzes. Assicuratevi di avere ottimi freni per le discese interminabili.
Alloggio: Il dipartimento è ben attrezzato con campeggi, rifugi (numerosi sulla Via Arverna e sul GR 400) e camere in affitto. Il marchio "Accueil Vélo" si sta sviluppando. Prenotate in anticipo in alta stagione, soprattutto vicino ai grandi siti.
Rifornimenti: I borghi sono rari e isolati, soprattutto sugli altipiani pascolivi. Portate sempre molta acqua (possono esserci lunghi tratti senza fontane) e barrette energetiche. Non perdete l’occasione di assaggiare il Cantal (AOP), il Salers (AOP), la Truffade e il Pounti.
Pedalare nel Cantal significa accettare la sfida di una natura grezza, selvaggia e di una forza verde spettacolare. È soffrire per meritare panorami di una bellezza cosmica. Non è un dipartimento di compromessi. È lo scontro della pietra vulcanica, dell’acqua viva e del silenzio, la purezza dell’aria e la durezza della salita.
È la tappa finale per il cicloturista in cerca di autenticità, di sfide selvagge e di una totale disconnessione, dove la strada sfiora le nuvole prima di tuffarsi in canyon vertiginosi o valli segrete.
E voi, avete già conquistato i vulcani, i pascoli o i borghi dal carattere del Cantal? Condividete le vostre imprese e i vostri colpi di cuore nei commenti!
A presto per l’episodio 16 del nostro Giro di Francia in Bici!
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