
Cronache di un Giro di Francia in Bici: Episodio 29 – Il Finistère, Dove Finisce la Terra e Inizia l'Avventura, Fari Mitici, Coste Frastagliate e Leggende di Iroise
, di Thierry Bourgarel, 7 tempo di lettura minimo

, di Thierry Bourgarel, 7 tempo di lettura minimo
Dopo l'orizzonte beauceron, le guglie di Chartres e i fiumi tranquilli dell'Eure-et-Loir (28), la nostra grande sfida di attraversare la Francia in bicicletta ci proietta verso l'estremo ovest, il "capo del mondo" assoluto: nel 29, il Finistère.
Dopo l'orizzonte beauceron, le frecce di Chartres e i fiumi tranquilli dell'Eure-et-Loir (28), la nostra grande sfida di attraversare la Francia in bicicletta ci proietta verso l'estremo ovest, il "capo del mondo" assoluto: nel 29, il Finistère.
Cambiamento radicale di scala, rilievo, luce, vento e intensità. Lasciando la pianura fertile del Centro, ci imbarchiamo per un territorio d'eccezione, una terra indomita, fiera e di una bellezza mozzafiato, dove il granito affilato si unisce all'oceano Atlantico in tempesta e al verde tenero del paesaggio bocage. Il Finistère non è un dipartimento che cerca di impressionarti con la sua dolcezza: è lo shock visivo assoluto tra scogliere monumentali scolpite dagli elementi (Pointe du Raz, Grand Site de France), abers segreti e selvaggi (Aber Wrac'h), fari mitici che sfidano le tempeste (La Jument, Ar-Men) e il mistero di Iroise e Arrée (la montagna bretone). Per il cicloturista, è il paradiso dello sforzo puro premiato da panorami cosmici e da una totale disconnessione culturale e sensoriale.
Preparate i polpacci (perché si salirà forte, molto forte, e senza sosta!), affilate il senso dell’avventura (il vento di mare sarà il vostro compagno costante) e l’appetito (la gastronomia finistérienne va meritata): partiamo per conquistare il Finistère vulcanico.
È il dipartimento del granito, dell’acqua viva, del vento sovrano, della luce mutevole e delle leggende. L’aria è pura, vivace, salata sulla costa, dolce e profumata di ginestra e ortensie nell’entroterra.
Il Profilo: Di una difficoltà assoluta, montano e spettacolare. È semplice: non ci sono tratti pianeggianti in Finistère, se non nelle paludi costiere. Il dipartimento è una successione interminabile di "salite e discese". Passerete il tempo a scalare lunghi passi regolari per raggiungere l’altopiano (Monts d'Arrée), o a scendere strade panoramiche tecniche verso porti o spiagge. Il dislivello positivo sarà il vostro compagno quotidiano, una prova di pazienza e forza. Il vento da ovest (Norouet) può essere un fattore importante sulle punte esposte.
L’Atmosfera: Un’immersione totale in una natura potente, selvaggia e preservata. È uno dei territori meno densamente popolati di Francia. Pedalerete spesso da soli, circondati da scogliere granitiche monumentali, brughiere di ginestra e erica, o abers segreti. L’accoglienza è finistérienne, franca, solidale, fiera del proprio territorio (penn sardin) e segnata dall’arte di vivere, dal rispetto dello sforzo e dal senso dell’ospitalità (l’ospitalità bretone non è una leggenda). È il regno della calma, del selvaggio e della riconnessione assoluta.
Per catturare la diversità unica di questo dipartimento-mondo, vi proponiamo un itinerario ambizioso di 8 giorni, che unisce l’ascesa dei capi mitici alla scoperta delle coste scoscese, delle valli segrete, dei fari e delle cittadelle storiche.
Partenza: Morlaix. Una città medievale d’arte e storia, famosa per il suo viadotto ferroviario monumentale, le case a ponte e l’atmosfera bretone vibrante, incastonata in fondo a un aber.
Il Percorso: Iniziate subito la Vélodyssée (EuroVelo 1). È una pista ciclabile perfettamente attrezzata che segue il corso del fiume. La pendenza è nulla, seguite le rive della costa attraverso paesaggi di dune e scogliere. È l’introduzione ideale, facile e rilassante, scandita dal vento marino. Visitate il castello del Toro e il centro storico prima di partire.
La Tappa: Carantec o Roscoff. Dolcezza costarmoricana e profumi di resina.
Il Percorso: Finita la dolcezza della baia. Raggiungete la costa frastagliata a nord. Il paesaggio cambia radicalmente. La roccia diventa granito affilato e imponente. Entrate nel cuore selvaggio degli Abers (UNESCO). La strada serpeggia lungo le rias segrete (Aber Wrac'h, Aber Benoît). È una disconnessione totale, uno spettacolo naturale impressionante, punteggiato da fari monumentali (Faro dell’Isola Vergine, il più alto d’Europa).
La Tappa: Plouguerneau o dintorni. Altitudine e freschezza garantite.
Il Percorso: Altro rilievo, altro scenario. Risalite verso sud per raggiungere la mitica Pointe du Raz (Grand Site de France). È una giornata spettacolare, segnata dalla traversata di eccezionali massi rocciosi. La strada panoramica vertiginosa domina il Mediterraneo turchese. I punti di vista sono cosmici: le acque turchesi scorrono centinaia di metri più in basso, serpeggiando sotto il maestoso Faro de la Vieille. È lo shock minerale assoluto.
La Tappa: Audierne. Profumi iodati e dolcezza finistérienne.
Il Percorso: Scendete verso la pianura di Troyes da nord. La strada attraversa paesaggi dell’Ardenne erbosa prima di raggiungere Givet, alla "Pointe des Ardennes". Visitate la Cittadella di Charlemont prima di riprendere la Meuse à Vélo verso sud. È una giornata di transizione magnifica, che unisce storia fortificata e ritorno alla dolcezza fluviale.
Pointe du Raz e Cap Sizun (Grand Site de France): La strada panoramica vertiginosa che domina l’Atlantico turchese, indimenticabile ma impegnativa.
Fari Mitici (Île Vierge, Saint-Mathieu, Tévennec, La Jument, Ar-Men): L’itinerario commemorativo potente lungo la "strada dei fari".
Abers (Wrac'h, Benoît, Ildut UNESCO): Canyon granitici profondi (rias), torrenti turchesi e silenzio selvaggio.
Monts d'Arrée (Roc'h Trevezel): L’altitudine suprema, la montagna bretone selvaggia, le torbiere e le leggende.
Città Medievale di Locronan (Uno dei Borghi più Belli di Francia): Una fortezza arroccata su uno sperone roccioso, simbolo del Medioevo.
Concarneau (Ville Close) e Quimper (Cattedrale): Una concentrazione unica di arte, storia e cultura penn sardin.
Quando Partire? Da metà maggio a metà ottobre per la costa e i Monts d'Arrée. Giugno e settembre sono ideali: le temperature sono miti e i paesaggi sublimi (verde delle brughiere, blu dell’azzurro). A luglio/agosto farà molto caldo nelle valli inferiori e il traffico è insopportabile: partite molto presto! L’autunno è magnifico (colori delle ortensie).
Che Bicicletta? Una bici da corsa leggera o una gravel è perfetta per il Finistère. Assicuratevi di avere una rapportatura morbida (tripla corona o compatta con una cassetta generosa tipo 28 o 32) per i passi interminabili. Pneumatici larghi (32-35 mm) sono consigliati per i tratti di sentieri calcarei. Assicuratevi di avere ottimi freni per le discese tecniche.
Alloggio: Il dipartimento è molto ben attrezzato con campeggi, rifugi (numerosi sul Cammino di Santiago) e camere in affitto. Il marchio "Accueil Vélo" si sta sviluppando molto molto molto molto molto molto molto molto molto. Prenotate in anticipo in alta stagione.
Rifornimenti: I villaggi sono rari e a volte molto isolati nell’altopiano. Portate sempre molta acqua (possono esserci lunghi tratti senza fontane) e barrette energetiche. Non perdete l’occasione di assaggiare il Kouign-Amann (dolcezza assoluta), le Galettes e Crêpes (AOP), il Sidro di Cornovaglia (AOP) e la Mique corsa.
Pedalare in Finistère significa accettare la sfida di una natura cruda, selvaggia, vulcanica e di una dualità spettacolare. È soffrire per meritare panorami di una bellezza cosmica. Non è un dipartimento di compromessi. È lo shock del granito, dell’acqua viva e del silenzio, la purezza dell’aria e la durezza della salita.
È la tappa finale per il cicloturista in cerca di autenticità, di sfide selvagge e di una disconnessione totale, dove la strada sfiora le nuvole prima di tuffarsi in canyon vertiginosi o valli segrete.
E voi, avete già conquistato i capi mitici, i fari leggendari o gli abers segreti del Finistère? Condividete le vostre imprese e i vostri colpi di cuore nei commenti!
A presto per l’episodio 30 del nostro Giro di Francia in Bici!
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